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giovedì 7 aprile 2016

Il vuoto creativo




Oggi parlo di bambini e di come la nostra società, consumista e tesa alla produttività, influenzi la loro immaturità emotiva e iper-agitazione.
Al giorno d’oggi è molto comune trovare bambini molto svegli, intelligenti e allo stesso tempo irrequieti, che se passano un pomeriggio a casa chiedono ai genitori a cosa possono giocare, perché si annoiano, anche se hanno una stanza piena di giocattoli!
Il fatto è che oggi i bambini non sanno più cosa sia il “vuoto creativo”: hanno tutte le giornate organizzate e riempite dagli adulti, sono abituati ad avere tanti stimoli e a reagirvi prontamente e questo li rende vivaci e veloci intellettualmente. I problemi nascono quando devono gestire un tempo non organizzato, “vuoto”: si sentono a disagio, non tollerano la frustrazione di non sapere cosa fare, come impiegare il tempo, non sanno auto organizzarsi per giocare e chiedono aiuto all’adulto. E l’adulto spesso risponde al bambino proponendo un’altra nuova attività e lamentandosi che non sa giocare da solo, dimenticandosi i “noiosi” pomeriggi della sua infanzia, quando non c’erano così tanti giocattoli, niente videogames e poca televisione, ma il tempo si passava a inventare storie, a giocare a campana o a tirare la palla addosso a un muro, il tempo era lungo e vuoto, ma in realtà era pieno delle proprie capacità di giocare con niente.

Il tempo vuoto infatti ha una sua importanza, sia per i bambini di oggi che per gli adolescenti e gli adulti di domani: imparare a gestire i tempi morti, l’attesa, la noia innanzitutto stimola un processo creativo, la capacità di stare da soli e ascoltarsi, ascoltare il proprio corpo, i propri bisogni e i propri desideri e fare dei progetti, inventare sé stessi. Solo dando la possibilità ai bambini di elaborare le loro esperienze, soffermarvisi, assaporarle e ricordarle, gli permettiamo di vivere e godere degli stimoli che gli proponiamo e  poter poi ripartire per una nuova esperienza. E insegniamo inoltre ai futuri adolescenti che la vita è fatta di attese, non si può avere tutto e subito, ma per costruire il proprio futuro bisogna fare dei progetti, crearsi degli obiettivi, e perseguirli con impegno e…tempo!

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